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Strano amore tra un cane e un orca

Anche in natura possono nascere strane passioni fra animali di specie completamente diverse: ecco le immagini delle attenzioni che nascono, in mare aperto, fra un cane e un’orca.

Salvata da Diana, il cane sensitivo

Adesso Diana è nervosa e non capisce bene tutto il trambusto che la circonda. Lei è una specie di labrador incrociato con un pitbull, e ne è venuto fuori un’indole forte, un’intelligenza molto vivace e uno strano carattere, tra l’aggressivo e il super-tenero. L’altra mattina, una frazione di secondo prima che crollasse il soffitto di una camera da letto, è letteralmente saltata addosso alla padrone e l’ha spinta per terra con violenza. Le ha salvato la vita. Infatti, la pioggia di mattoni e calcinacci l’avrebbe investita, forse, senza lasciarle scampo. Così, non appena la notizia s’è diffusa, tv e cronisti sono andati a farsi raccontare questa storia in diretta dalla protagonista, Maria Tripodi, e a riprendere Diana. Che, dopo l’interminabile processione di tecnici, poliziotti, vigili del fuoco, funzionari del Comune, non ha più retto alla presenza di tanti estranei nella sua casa e, per giunta, tutti insieme in poche ore. Ieri sera era sfinita per avere abbaiato furiosamente e senza requie a ogni soggetto, potenzialmente causa di una giornata infernale, le sue placide abitudini sconvolte dai flash e dalle videocamere puntate su di lei. Neppure il cuscino rosa a forma di gatto o il cibo più gradito, in anticipo rispetto alla norma, sono riusciti a farle sopportare il suo quarto d’ora di celebrità, nella veste di eroina.

Il fatto è accaduto l’altra mattina a Collegno (Torino), in un piccolo appartamento al quinto piano di corso Francia 92. Maria Tripodi, 49 anni, è sola in casa. Il marito e il figlio sono fuori per commissioni e lei è impegnata nelle solite pulizie. Diana, che ha tre anni, un muso affilato, gli occhi grandi un po’ sporgenti, da qualche giorno è inquieta. Osserva intenta il soffitto di una camera, latra sommessamente, cerca di attirare l’attenzione. «In effetti - commenta Maria, ancora sotto choc - le crepe c’erano, ma da tanto tempo e nessuno ha mai pensato che potesse crollare tutto da un momento all’altro. Sembravano lesioni superficiali, a livello dell’intonaco, che non riguardavano le strutture superiori, mattoni rossi, cemento e putrelle d’acciaio. Così, per nulla preoccupata, mi sono diretta verso la camera di mio figlio».

Pausa. Maria si volta verso la porta chiusa del tinello. La sua voce è quasi sovrastata dai guaiti di Diana che proprio non vuol saperne di essere fotografata. «… e poi lei è balzata dalla sua cuccia e, in un attimo, mi sono sentita le zampe sul petto. Sono caduta, qui, nell’ingresso e quando ho rialzato lo sguardo, stupita e anche un po’ contrariata per quell’assalto scambiato per un gioco inopportuno in quel momento, ho sentito una specie di boato. Il soffitto era crollato di schianto. A pochi centimetri da me, un attimo, un solo attimo prima che varcassi quella porta. C’erano polvere e detriti dappertutto. Diana tremava e non mi ha più perso di vista, nemmeno per un istante».
Già. Neppure molte ore dopo il salvataggio della sua padrona-amica, Diana è ancora del tutto tranquilla. Forse teme che Maria, contro il suo parere, continui ad aggirarsi nella casa pericolante, subito dichiarata inagibile dai tecnici del Comune, o che ci siano altri crolli in vista. «Ci hanno spiegato - dice la donna - che tutto è a posto. L’incidente, forse, s’è verificato a causa di recenti lavori di ristrutturazione, chi lo sa, le vibrazioni potrebbero aver compromesso la stabilità». Ma ora non è il momento di indagare sulle cause del piccolo disastro. «Io sono convinta che Diana mi ha salvato la vita e che lo ha fatto volontariamente. Un gesto così nasce dall’amore e dalla dedizione. Non ci possono essere altre spiegazioni razionali. I fatti sono questi. Li ho vissuti io, in prima persona, e dubbi proprio non ne ho».

Gli agenti del commissariato di Rivoli, nelle loro relazioni ufficiali, hanno raccontato la storia di Diana, proprio come la raccontata la signora. «Diana è un cane affettuoso, sensibilissimo. E’ vero, la sua aggressività sembra nata dai geni del pitbull ma è solo apparenza. Non hai mai fatto male a nessuno, non morde, il suo modo di fare la guardia è solo scena. E io le sarò per sempre riconoscente».

Tratto da lazampa.it

A Londra arriva il cane in affitto

Finora gli amici degli animali potevano, al più, affittare un dog-sitter per portare a spasso il cane. Una società americana specializzata, invece, ha superato ogni immaginazione… aprendo a Londra un servizio di affitto dei cani, in modo da dare un amico a chi vuol fare una passeggiata al parco con un animale ma non ce l’ha. L’iniziativa è già stata sperimentata con successo a New York, San Diego e Los Angeles.

La società è convinta che anche a Londra ci sia spazio per un servizio di “rent a dog”: non mancano, infatti, le persone che amano i cani ma per una ragione o per l’altra (come mancanza di spazio in casa, assenza di un giardino, riluttanza a a prendersi un animale domestico su base permanente perché troppo impegnativo) non se la sentono di adottarne uno per tutta la vita.

La variante dell’affitto, però, non è certo a buon mercato: a Londra per quattro giorni al mese ci vogliono 279 sterline, circa 350 euro, mentre negli Stati Uniti si paga la metà (279,95 dollari). Ad ogni modo, nella capitale britannica la società americana ha aperto in sordina: al momento l’unico “migliore amico dell’uomo” noleggiabile è Gucci, un pomeranian di un anno e mezzo.

I primi clienti che hanno affittato Gucci sono rimasti comunque soddisfatti.

Chi non ha gradito l’iniziativa è invece la principale associazione britannica in difesa degli animali, la Rspca: “Quasi di sicuro - ha commentato un portavoce - ci sarà un impatto emotivo negativo per i cani, sballottati da padrone a padrone, da casa a casa. La maggior parte dei cani ha bisogno della sicurezza di un’appropriata routine con un unico padrone. Atrimenti diventano stressati e infelici”.

Strano amore nato fra un cane e un’orca

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