Legge 189
Il 1° agosto 2004 è entrata in vigore la nuova legge n. 189 contro il maltrattamento degli animali; una legge che ha riformato l’articolo 727 del codice penale e che ha definito un elenco di delitti per i quali, per la prima volta nel nostro paese, è previsto il carcere.
Chi fino ad oggi uccideva il cane sotto casa con una fucilata, chi faceva combattere animali o scommetteva clandestinamente sul risultato dell’incontro sanguinario, chi sbatteva contro il muro un gatto fino a farlo morire, chi teneva un cavallo in condizioni tali da farlo ammalare, chi sottoponeva una mucca ad una fatica insopportabile per le sue caratteristiche etologiche, rischiava solo una semplice contravvenzione di pochi euro.
Da oggi tutto questo diventa giuridicamente un delitto nei confronti degli animali, perseguibile anche con il carcere, determinando di fatto un importante cambiamento per la condizione degli animali nel nostro paese, in linea con il sentire comune della stragrande maggiornaza dell’opinione pubblica.
Ora, affinchè la legge non rimanga in un cassetto, è necessario che tutti facciano la loro parte: i Cittadini nel segnalare e denunciare, le Forze di polizia e la Magistratura intervenendo ed accertando le responsabilità , il Governo emanando quanto prima i previsti decreti per determinare le modalità di coordinamento tra le forze di Polizia nazionali e locali, per riconoscere le associazioni che da anni si adoperano in questo settore.
La legge 189/2004 prevede importanti novità : viene applicato ai reati contro gli animali il delitto superando la semplice contravvenzione; non è permessa l’estinzione del reato; i termini di prescrizione aumentano da tre ad oltre cinque anni, concedendo così alla Giustizia italiana un maggior lasso di tempo per fare il suo corso.
La legge ha inoltre previsto una specifica disciplina per i seguenti reati:
Maltrattamento e doping: Reclusione da tre mesi ad un anno o una multa da 3mila a 15mila euro per chi cagiona una lesione ad un animale, un danno alla sua salute, o lo sottopone a sevizie, comportamenti, fatiche o lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche. Aumento della metà della pena se ne deriva la morte dell’animale.
Abbandono: Arresto fino ad un anno o ammenda da mille a 10mila euro.
Animali in spettacoli o manifestazioni con sevizie o strazio: Reclusione da quattro mesi a due anni e multa da 3mila a 15mila euro. Aumento di un terzo della pena se vi sono scommesse o se ne deriva la morte dell’animale impiegato.
Uccisione per crudeltà o senza necessità : Reclusione da tre a 18 mesi.
Combattimenti fra animali e competizioni non autorizzate: E’ prevista la reclusione da uno a tre anni e multa da 50mila fino a 160mila euro per chi li promuove, organizza o dirige. Aumento di un terzo della pena se presenti minorenni o persone armate o con promozione attraverso video.
Allevamento, addestramento, fornitura di animali per combattimenti: Reclusione da tre mesi a due anni e multa da 5mila a 30mila euro.
Effettuazione di scommesse, anche se non presente ai combattimenti o competizioni: Reclusione da tre mesi a due anni e multa da 5mila a 30mila euro.
In caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti: Sono sempre disposti la confisca degli animali impiegati sia per i combattimenti che per i maltrattamenti e l’affidamento ad associazioni animaliste, che potranno essere aiutate nel mantenimento dalle entrate derivanti dalle sanzioni. E’ anche disposta la sospensione da tre mesi a tre anni dell’eventuale attività di trasporto, commercio o allevamento di animali; in caso di recidività è disposta l’interdizione.
Produzione, commercializzazione, importazione pelli di cani o gatti: Arresto da tre mesi ad un anno o ammenda da 5mila a 100mila euro, confisca e distruzione del materiale.
Sperimentazione senza anestesia se non autorizzata: Reclusione da tre mesi ad un anno o multa da 3mila a 15mila euro.
Come fare la denuncia
Basta recarsi in uno degli uffici della Polizia Giudiziaria e sporgere oralmente la denuncia che verrà formalizzata in un atto scritto che firmerai. Scrivere l’atto da solo su carta semplice seguendo queste regole:
- Intestare l’atto all’Ill.mo Sig. Procuratore della Repubblica, presso il Tribunali di … (luogo in cui è avvenuto il fatto)
- Elencare le proprie generalitÃ
- Descrivere dettagliatamente i fatti a cui si è assistito specificando tempi, luoghi e modalità dell’azione
- Fornire ogni elemento utile per l’identificazione dei responsabili (generalità , tratti somatici, targa di auto…)
- Se non si conoscono i responsabili, bisogna intestare l’atto contro ignoti
- Specificare se i fatti sono ancora in corso e se ne è derivata la morte degli animali
- Indicare le generalità di eventuali testimoni
- Allegare eventuali documenti che possano comprovare l’avvenimento del reato ipotizzato
- Richiedere di essere avvisato dell’esito dell’indagine, indicando il proprio domicilio
- Firmare l’atto davanti all’autorità ricevente
- Farsi timbrare e firmare una copia per ricevuta da conservare
1 commento
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By anna lisa, 20 novembre 2009 @ 09:44
penso che sia giusto dobbiamo fare di più per i nostri piccoli amici….e poi come diceva”Ovidio”: la crudeltà verso gli animali é il tirocinio della crudeltà verso le persone!