Se vale il detto che “prevenire è meglio che curare”, vale anche il protocollo educativo predisposto dalla Siua (scuola di interazione uomo-animale) in materia di cani pericolosi e mirato ad ottenere un’ottima integrazione sociale del cane. Smascherare luoghi comuni e affrontare i problemi si può: l’abbiamo chiesto a Roberto Marchesini, direttore della SIUA.
L’appartenenza a una particolare razza rende un cane potenzialmente pericoloso?
Falso
Un cane può dirsi “potenzialmente pericoloso” solo se ha avuto un alterato processo di sviluppo, soprattutto nel primo anno di vita. Quindi non ha maturato un profilo sociale adeguato, non sa stare e interagire con il prossimo.
I cani sono tutti uguali nel comportamento e l’unica cosa che conta è l’educazione?
Falso
I cani presentano delle tendenze comportamentali che richiedono specifiche attività disciplinative. Se chi acquista un cane di razza non le conosce, rischia di non dare i corretti indirizzi e di andare a sviluppare espressioni comportamentali problematiche.
Tutti i cani sono allora “potenzialmente pericolosi” e non ci si può fidare?
Falso
Non è vero che il cane agisce d’istinto. Il comportamento del cane è l’espressione della sua configurazione cognitiva: se il soggetto ha avuto uno sviluppo corretto il suo profilo è completamente affidabile. Per questo, al di là degli strumenti classici di contenzione, come il guinzaglio, è necessario promuovere il riconoscimento di patentini di eccellenza, come la certificazione di Cane buon cittadino o Buon cittadino a quattro zampe o di Coppia pet partner.
I cani maltrattati sviluppano sempre profili instabili e quindi pericolosi?
Vero
L’aggressione da parte del cane può essere mossa da molte cause. Se il cane subisce delle percosse e dei maltrattamenti è verosimile che maturerà un profilo diffidente e spaventato verso l’uomo e, come sappiamo, l’aggressione da paura e irritazione è una delle ragioni più frequenti di morsicatura.
Il gioco, se non fatto nei dovuti modi, può incentivare il comportamento di aggressione?
Vero
Il gioco è molto importante per la crescita del cane, è per lui una palestra che gli consente di sviluppare competenze, conoscenze, capacità relazionali, flessibilità mentale e un assetto emozionale aperto e sereno. Proprio per questo tutti i giochi che prevedono un comportamento di presa, tanto la pallina quanto il tira-molla, devono rispondere a precise regole di gioco. Sono banditi giocattoli a forma umana o di animali e che fanno dei versetti. Inoltre è indispensabile variare la tipologia di gioco per evitare la maniacalità su un comportamento.
Il cane che assume una leadership all’interno della famiglia può essere pericoloso?
Vero
Il cane ha una socialità molto complessa dove il gruppo richiede sempre la presenza di un coordinatore il quale è chiamato a gestire tutte le attività e le dinamiche relazionali. Se il cane si trova a rivestire questo ruolo diventerà ansioso, non si lascerà gestire e reagirà con aggressioni tutte le volte che i membri della famiglia pretendono di imporsi su di lui. Per non suscitare questo ruolo è importante evitare eccessive attenzioni sul cane, per esempio i rituali di saluto, non assecondarlo nelle iniziative (sono io che decido quando si gioca, quando si esce, dove si va), non posizionare la cuccia in un luogo strategico o di passaggio ma in una zona marginale della casa, non lasciargli troppi oggetti a disposizione, mettergli a disposizione tutte le stanze della casa. Se si è sbagliato è opportuno rivolgersi a un veterinario per intraprendere un percorso di regressione sociale.
Le persone che hanno paura dei cani più facilmente vengono prese di mira?
Vero
Quando abbiamo paura il nostro corpo assume spesso degli atteggiamenti che per il cane possono sembrare di sfida: lo guardiamo negli occhi, irrigidiamo i muscoli, ci muoviamo a scatti, apriamo la bocca mostrando i denti. Perciò attenzione: il modo migliore per affrontare un momento critico è quello di guardare da un’altra parte, stare fermi e voltarsi di fianco.
Tratto da : La Zampa.it